migranti accoglienza

Lo scorso 24 agosto, 48 cittadini sudanesi sono stati prelevati a Ventimiglia e trasferiti a Khartoum, capitale del Sudan. E' il primo frutto del memorandum firmato il 4 agosto 2016 con il Paese africano che prevede la collaborazione nella gestione delle migrazioni e delle frontiere, con articoli dedicati proprio al rimpatrio dei cittadini “irregolari”.

Per il Ministro dell’Interno Alfano non ci sarebbe stata nessuna violazione dei diritti umani, poiché il rimpatrio dei sudanesi risulta avvenuto “nel  pieno rispetto di un accordo tra la polizia italiana e quella del Sudan”. Ma alcuni di loro hanno denunciato di aver trascorso una notte in cella e di essere stati addirittura legati sull’aereo che da Torino ha trasportato i cittadini nel loro Paese di origine. Di fronte a una procedura, quella dei rimpatri collettivi, vietata dalla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, realtà come Amnesty International e Caritas hanno denunciato la vicenda e le violazioni del diritto internazionale, anche perché in Italia il 60% dei sudanesi che presenta richiesta d’asilo viene accolto. Un percentuale che tenderà a scendere, in conseguenza dell'accordo siglato.

Quello che non scenderà, invece, è il livello di violazione dei diritti umani che avvengono in Sudan. Perché, evidentemente, si ignora che chi fugge dal Sudan lo fa per motivi religiosi e politici. Leggi di più qui e qui

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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