Consenso informato

  • consenso informato

    L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere effettivo il Diritto al Consensoprevisto dalla Carta Europea dei diritti del malato di Cittadinanzattiva, anche alla luce delle recenti leggi sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento, nonché sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale del personale sanitario.
    Il lavoro è il risultato di un confronto tra rappresentanti di Istituzioni, Società scientifiche e Organizzazioni civiche.
    Stando ai dati dell’ultimo rapporto Pit Salute, una persona su cinque fra quelle che hanno segnalato “difficoltà di accesso alla informazione ed alla documentazione sanitaria”, ha riscontrato difficoltà o problemi con il consenso informato. I cittadini raccontano di sentirsi disorientati o di nutrire dubbi rispetto all’intervento a cui dovranno sottoporsie, perché viene loro lasciato troppo poco tempo tra la consegna del modulo e l’esecuzione della prestazione; i Moduli di Consenso Informato risultano difficili da comprendere, ostici, troppo lunghi e tecnici.

  • consenso informato seminario

    Il 16 febbraio, presso Il Ministero della Salute, Cittadinanzattiva, Associazioni di pazienti, rappresentanti del mondo Sanitario e delle Società Scientifiche dialogheranno sul tema del Consenso Informato e presenteranno delle proposte per rendere il percorso di acquisizione del Consenso, espressione dell'effettiva consapevolezza del cittadino nelle scelte di cura.

  • Affinché il tuo percorso di cura sia il più sereno possibile, il Tribunale per i diritti del malato ti ricorda l'importanza di un consenso davvero informato!

    Perciò, prima di sottoporti ad un intervento, poni al tuo medico queste domande: 

    1. E' necessario l'intervento che dovrò subire? Ci sono alternative terapeutiche?

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      Secondo una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 6449/2019), se manca il consenso informato i sanitari sono tenuti a risarcire il paziente delle conseguenze dannose derivate da un intervento anche se questo è stato correttamente eseguito e tale correttezza sia stata accertata in giudizio. Questo il principio sancito dalla Corte, secondo cui la necessità del consenso informato - che rappresenta un passaggio fondamentale per informare adeguatamente il paziente delle possibili conseguenze negative dell'intervento - anche prima dell’entrata in vigore delle norme che lo hanno regolamentato, era desumibile dai principi generali dell’ordinamento.

    3. Fra breve dovrò sottopormi ad un intervento chirurgico, vorrei chiedere al medico delle informazioni al riguardo ma non so se è un mio diritto. Posso farlo?

      Certo. Il consenso informato è ormai una pratica ordinaria nelle strutture sanitarie, obbligatoria secondo il codice deontologico dei medici. Esso permette ai pazienti di sapere le modalità, i tempi e gli effetti dell'intervento a cui ci si sottopone o della cura che si intraprende. Leggi i nostri consigli nella pagina dedicata.

      (ultimo aggiornamento: gennaio 2011)

    4. consenso informato

      Un opuscolo per i cittadini e gli oepratori sanitari sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento (c.d. DAT), elaborato a partire da quanto stabilisce la legge 219 del 2017.

      A pubblicarlo è Cittadinanzattiva Toscana, dopo i lavori sul tema della cronicità e dei suoi percorsi, effettuati nell'ambito del progetto "In Dialogo" di cui abbiamo parlato nelle scorse newsletter.

    5. “Condividiamo l’impianto generale del disegno di legge perché riconosce il diritto all’autodeterminazione della persona, promuove i valori dell’umanizzazione delle cure e della dignità della vita e del fine vita”, questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva audita oggi in Commissione Igiene e Sanità del Senato sul DDL su “consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”..

      Positivi i passaggi relativi al tempo della comunicazione tra equipe e la persona come tempo di cura, al principio dell’astensione del medico da ogni “ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure”, al riconoscimento della nutrizione ed idratazione artificiale come trattamenti sanitari.

      Nella nota presentata oggi dall’associazione, sono altresì messi in rilievo le osservazioni e proposte di miglioramento del disegno di legge. A cominciare dalla necessità di “garantire adeguate modalità di gestione informatica dei dati fra Comuni e Servizio Sanitario Nazionale che permettano accesso tempestivo e su tutto il territorio alle “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT)”; la richiesta di avviare una campagna di informazione per i cittadini sui contenuti e le nuove opportunità sancite dal DDL ed infine valorizzare di più il ruolo di tutti i professionisti coinvolti nella equipe di cura”.

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