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Cittadinanzattiva accoglie con profonda soddisfazione l’approvazione, da parte del Consiglio regionale dell’Umbria, della legge di iniziativa popolare che regolamenta tempi e procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. La Regione Umbria compie così una scelta di straordinaria responsabilità, diventando la quinta regione in Italia a dare attuazione concreta ai principi di autodeterminazione tracciati dalla Corte Costituzionale con la sentenza 242/2019. 

“Mentre il Parlamento nazionale ancora fatica ad individuare una strada unitaria, le Regioni stanno facendo la propria parte per sostenere i cittadini nel percorso verso una decisione importante di fronte alla quale non devono essere lasciati soli”, dichiara Francesca Moccia, Vice Segretaria Generale di Cittadinanzattiva. “Il fine vita non può essere un privilegio legato alla disponibilità economica di chi può permettersi di andare all’estero, né al luogo di residenza dei cittadini. Organizzare questo percorso all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo a tutte e tutti un accesso equo e protetto, è la via corretta per rispettare la dignità delle persone e per fare in modo che nessuno debba mai sentirsi abbandonato o costretto a scegliere”.

“L’approvazione nella nostra regione della legge sul fine vita arriva dopo una lunga battaglia. Ne siamo veramente orgogliosi e, oggi ancora una volta, abbracciamo con commozione Stefano Massoli, marito e caregiver di Laura Santi, che nel nome della moglie ha proseguito la sua lotta per una scelta libera e consapevole di tutte le persone malate, dall'inizio alla fine. Come disse Laura <<Qualsiasi vita resta degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme, ma siamo noi a dover scegliere>>”, a dirlo Carla Mariotti, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Umbria.

“Chiediamo dunque al Parlamento – conclude Cittadinanzattiva - di superare le divisioni politiche e di procedere in breve tempo all’approvazione di una norma nazionale che garantisca in modo equo l’accesso ad un diritto già più volte ribadito dalle sentenze della Corte costituzionale”.

Ufficio Stampa

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