Educazione alimentare

  • cibo nutrizionista

    La nutrizionista Sara Farnetti, in occasione del TdTalk di Reggio Emilia, sgombra il campo da alcuni luoghi comuni sul cibo, come la necessità di bere grandi quantità di acqua, o che le diete iperproteiche siano un toccasana per il corpo e per il dimagrimento, e ci spiega quali siano gli effetti veri dei cibi sul nostro corpo, e come cercare di utilizzarne al meglio le proprietà

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  • Con le delibere n. 51 e 52 del 2016, la Giunta del Comune di Capena ha raddoppiato le tariffe per i servizi di mensa e trasporto scolastico, ponendole integralmente a carico degli utenti a partire dal prossimo settembre.
    La protesta dei genitori, sfociata in due incontri con l’Amministrazione e nella consegna di una petizione con più di 600 firme, ha portato già ad un primo risultato. Con la delibera n. 63, infatti, la Giunta ha fatto una parziale marcia indietro sul trasporto scolastico, abbassando l’aumento dal 100% al 40%.

  • Il progetto 10@lode in salute, realizzato dalla rete Scuola di Cittadinanzattiva e Assosalute -Federchimica, sta giungendo alla conclusione. Dopo aver realizzato dei laboratori didattici con i bambini delle scuole primarie di 10 città italiane su temi come i corretti stili di vita e l'uso dei farmaci di automedicazione, i tutor di Cittadinanzattiva stanno lavorando all'organizzazione dell'evento finale del progetto che coinvolge non solo i piccoli studenti ma anche le loro famiglie.

  • Pesticidi negli alimenti basso il rischio per i consumatori dellUe

    L'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nel suo ultimo rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti, afferma che il novantasette per cento dei campioni raccolti nell'Unione Europea è privo di residui di pesticidi o ne contiene tracce nei limiti di legge.

  • Via libera al panino in refettorio. I genitori che vorranno preparare il pasto ai loro figli perchè lo consumino a scuola, potranno farlo. Un'ordinanza del Tribunale di Torino, appena depositata al culmine di mesi di battaglie giudiziarie, respinge un reclamo presentato dal Miur e, di fatto, autorizza chiunque lo desideri a rifiutare il servizio mensa. La prima sezione civile (presieduta da Umberto Scotti) afferma che è un diritto garantito dalla Costituzione e, come si ricava dalla lettura del documento, vale per tutti, non soltanto per le famiglie che hanno promosso la causa.

  • olio palma

    L'ingrediente è ormai onnipresente e ha invaso il ricettario nazionale dei prodotti alimentari industriali. Il Fatto Alimentare ha dedicato diversi articoli all’argomento interrogandosi sull’effetto che ha l’impiego generalizzato dell’olio di palma in quasi tutte le merendine, i biscotti e altri alimenti confezionati (e non solo). Il paese dell’olio extravergine di oliva e del burro si rivela essere in realtà un grande utilizzatore di olio di palma impiegato da quasi tutte le aziende del settore a dispetto di materie grasse di maggior pregio.

  • Per le Etichette obbligo di indicare lo stabilimento di produzione

    Scatta l’obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione o confezionamento degli alimenti. È quanto rende noto Coldiretti nell’annunciare l’entrata in vigore  del Decreto Legislativo 15 settembre 2017 n. 145, dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Il Decreto reca la Disciplina dell’indicazione obbligatoria in etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento. Federconsumatori: “Urgente garantire l’applicazione della normativa Ue a tutela del consumatore”. Si tratta di “una norma – commenta Coldiretti – per consentire di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia” che è “sostenuta dai consumatori che per l’84% ritengono fondamentale conoscere, oltre all’origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole”.

  • distributorescuola

    Una vicenda ai limiti dell'immaginabile o forse no, visto che alcuni avranno avuto esperienza a scuola del capetto che, invece di dividere la sua merendina con il compagno di banco, semplicemente gliela vendeva.

    Ma a Moncalieri, in provincia di Torino, la vicenda ha assunto risvolti legali e non solo.

    In breve la vicenda: uno studente dell'Istituto Pininfarina, tra l'altro assegnatario di una borsa di studio, aveva creato un mercato parallelo e abusivo di merendine rivendute all’interno della scuola a prezzi modici, ma inferiori a quelli di mercato. insomma svendeva merendine, guadagnando in due anni più di 4800€.

  •  

    E' quanto affermato dal Ministro della Salute Lorenzin, intervenendo in un'assemblea di Federalimentare a Cibus. Dopo varie e ripeture segnalazioni da parte dei genitori che si lamentavano della qualità dei cibi serviti nelle mense dei propri figli il Ministro ha deciso di intervenire e ha chiesto ai NAS di effettuare controlli a campione e verifiche nelle mense delle scuole del nostro Paese.

  • Sul "pasto da casa" nelle mense scolastiche, Il Miur dice la propria. E, dopo essersi opposto alle sentenze che NEL 2016 hanno dato il via libera alla possibilità per le famiglie di preparare il pranzo da far portare a scuola nelle mense di Torino, pubblica una Nota, inviata agli Uffici Scolastici Regionali, che elenca le condizioni per la “schiscetta libera”: nessuno scambio di alimenti fra i bambini e nessuna possibile contaminazione. Per realizzare queste condizioni, le scuole dovranno comportarsi davanti al pranzo domestico come dinanzi ai pasti speciali, eventualmente con il supporto del servizio di igiene della Asl.

  • "Presto in Aula al Senato il disegno di legge 2037 che introduce importanti novità in un comparto che ogni anno vede uno spreco di 870mila tonnellate di cibo. Nel testo in esame è previsto che “le procedure di selezione dell’offerta avvengano sulla base del criterio dell’offerta più vantaggiosa ma dev’essere comunque garantita l’adozione di una formula che garantisca la preminenza del criterio della qualità

    Proprio in questi giorni Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva ha fatto pervenire una notaalla commissione agricoltura dove solleva una serie di questioni: “Abbiamo chiesto che tra i soggetti da consultare per elaborare le linee guida oltre alle associazioni rappresentative della filiera agroalimentare e l’Anci vi siano anche le organizzazioni civiche e i coordinamenti di commissioni mensa che dovrebbero occuparsi anche della fase di monitoraggio e controllo”. 

  • legacoopbologna

    La Legacoop Bologna ha raccolto le sollecitazioni di alcune cooperative leader nella ristorazione scolastica e lo scorso 3 aprile ha organizzato un convegno dal titolo:"Nutrire insieme il futuro. Il valore della refezione scolastica come strumento educativo e di inclusione sociale".

  • Si terrà il prossimo 18 ottobre, a Roma, presso la sede della Confederazione Italiana Agricoltori - CIA (Auditorium Giuseppe Avolio, Via Mariano Fortuny 16), dalle ore 9:15 alle ore 13:30, l’evento promosso da Cittadinanzattiva “Mensa a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?”.
    Nel corso dell’evento, saranno presentati i dati di una Indagine di Cittadinanzattiva su 79 mense scolastiche in tutta Italia, su aspetti quali la sicurezza, l’accessibilità dei locali mensa, nonché sugli sprechi e la percezione della qualità del cibo offerto. Inoltre, saranno presentati i dati sulle tariffe della ristorazione scolastica, provincia per provincia.

  • Polemiche contro la campagna di Mc Donald's che, in occasione dell'Expo, ha lanciato una raccolta punti nelle scuole.
    A sollevarla il Movimento Cinque Stelle che, in una interrogazione parlamentare, accusa il Ministero dell'Istruzione di non attuare controlli sulle operazioni di marketing con cui le aziende commerciali, in nome della responsabilità sociale, mirano ad attirare giovani consumatori anche all'interno delle mura scolastiche.

  • Il "diritto" di portare a scuola il pasto da casa sta scatenando una serie di discussioni e apre una tendenza alla privatizzazione del sistema educativo. Le elevate tariffe delle mense scolastiche in città del nord come Torino, Milano, Asti, Genova, Savona, hanno spinto le famiglie a rivendicare il diritto del panino da casa, giustificato anche dalla scarsa qualità dei cibi serviti  Ma che fine ha fatto l'aspetto educativo del mangiare tutti intorno ad un tavolo e le stesse pietanze?

  • “Difronte al gravissimo quadro presentato ieri dai Nas, a seguito delle ispezioni effettuate nelle mense scolastiche, crediamo sia prioritario puntare alla istituzione di Commissioni mensa in tutte le scuole che possano svolgere in modo sistematico e quasi quotidiano un’attività di controllo per il rispetto dei Capitolati di Appalto, sulla adeguatezza delle norme igieniche, per rilevare con maggiore periodicità e oggettività la voce dei piccoli utenti delle mense, e che possano sollecitare l’intervento dei Nas di fronte a segnalazioni di particolare gravità o in assenza di riscontro da parte delle autorità preposte”. E’ quanto afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva, in merito ai controlli effettuati dai Nas, su mandato del Ministero della Salute, su 2.678 mense scolastiche, che hanno portato alla chiusura o al sequestro di 37 locali mensa, evidenziando 164 violazioni penali e 764 violazioni amministrative alle normative vigenti.

    “D’altro canto – continua Bizzarri – andrebbero prese in maggiori considerazione le informazioni e i dati raccolti periodicamente con rilevazioni civiche da associazioni come la nostra e dai Commissioni mensa giù attivi”.

  • Chiusi o sequestrati 37 locali mensa, evidenziate 164 violazioni penali e 764 violazioni amministrative alle normative vigenti. Sono questi alcuni dei risultati delle ispezioni dei Nas in 2.678 mense scolastiche.
    Occorre puntare "alla istituzione di Commissioni mensa in tutte le scuole che possano svolgere in modo sistematico e quasi quotidiano un’attività di controllo per il rispetto dei Capitolati di Appalto,

  • CiboBiologico

    Prevenire e ridurre lo spreco alimentare attraverso una pianificazione più attenta dei pasti all’interno di mense ospedaliere, scolastiche e aziendali. Ognuna con le sue caratteristiche particolari ma con un obiettivo comune: quello di gestire meglio il cibo, di favorire la riduzione degli sprechi, donare o riusare le eccedenze, riciclare quello che non è stato possibile recuperare. Con questo intento il Ministero della Salute ha diffuso tre decaloghi per affrontare il tema dello spreco alimentare nella ristorazione ospedaliera, scolastica e aziendale.

  • "Ogni anno vengono spesi circa 3,6 milioni di euro per portare frutta e verdura nelle nostre scuole all’intervallo. Per il periodo che va dal 2017 al 2023 l’Unione Europea ha stanziato 25,8 milioni per incoraggiare i bambini delle scuole primarie a consumare mele, pere, carote e pomodori e sostenerli nella conquista di abitudini alimentari sane. Un progetto che solo nell’anno scolastico 2017/2018, ha coinvolto 2.900 istituticorrispondenti a più di un milione e 200mila alunni". 

  • etichette alimentari

    Il decreto legislativo n° 145 del 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell’ottobre 2017, introduceva l’obbligo per i produttori, nel settore alimentare, di apporre l’indicazione del luogo di esatta produzione di quel cibo. Certamente, uno strumento utile per meglio orientare la scelta dei consumatori. Eppure, il decreto legislativo risulta carente del suo iter di efficacia perché non è stato debitamente notificato alla Commissione Europea, che in precedenza peraltro aveva già regolato la materia con il regolamento n° 1169/2011. Il risultato ha portato alla inapplicabilità del decreto in oggetto.

  • sicurezza alimentare

    Il Parlamento Europeo ritiene che l’EFSA - Autorità europea per la sicurezza Alimentare - debba pubblicare i suoi studi sulla valutazione della sicurezza prima che un prodotto sia autorizzato per la vendita.

    La richiesta avviene a seguito dello scandalo del glifosato di un anno fa. L’EFSA, in quell’occasione, assolse l’uso del pesticida copiando quasi interamente l’analisi scientifica presentata dalla società Monsanto, titolare del prodotto. L’Autorità infatti non aveva condotto nessuna revisione indipendente degli studi scientifici sui potenziali impatti del glifosato sulla salute umana, prendendo per buona la valutazione presentata dall’azienda americana.

  • homerest

    Un tempo era un semplice invito a cena, si aprivano le porte di casaad amici e familiari e si preparava per loro piatti da gustare insieme. ma nell'epoca dei social, anche la cena (o il pranzo) può diventare qualcosa di più ed essere estesa a sconosciuti per costruire comunità e provare a fare profitto,

    L'home restaurant, ovvero il ristorante a casa, è oggetto di un disegno di legge che è stato approvato da pochi giorni alla Camera e passa ora al Senato. Il ddl regola l'attività di ristorazione privata, non senza polemiche, perchè molti accusano il testo di legge di essere troppo limitativo di fronte ad un fenomeno in espanzione e che sembra piacere.

    Alcuni numeri: in Italia, nel 2014, il fatturato dei ristoranti a casa è stato di 7,2 mln di euro, 7000 i cuochi social, 37mila gli eventi di social eating, che hanno visto la partecipazione complessiva di 300mila persone ed un incasso medio, per i ristoratori casalinghi, di 194 euro a sera (Dati Centro Studi Turistici per Confesercenti).

  • Scarica la nota di Cittadinanzattiva sul disegno di legge 2037 sulla ristorazione colletiva.

    Cittadinanzattiva da 14 anni realizza un monitoraggio civico riguardante lo stato degli edifici scolastici e dei diversi servizi didattici al suo interno, come le mense scolastiche. Inoltre, dal 2015, Cittadinanzattiva, ActionAid e Slow Food Italia, costituitesi nella alleanza Italia, Sveglia!, hanno dato il via al proprio impegno congiunto affrontando, tra l’altro, con la campagna "La mensa che vorrei", il tema della ristorazione collettiva nelle scuole, un tema che interessa circa 10 milioni di italiani e in particolare le famiglie.

    Il nuovo Codice degli Appalti, la proposta di legge in discussione presso la IX Commissione del Senato sulla ristorazione collettiva, la recente sentenza della Corte di Appello di Torino che stabilisce la legittimità di portare il pranzo da casa, hanno riportato all’attenzione generale l’importanza di questo servizio evidenziando l’urgenza di avviare una riflessione complessiva per un suo ripensamento, con il concorso di tutti gli attori coinvolti.

    Il 18 ottobre 2016 abbiamo presentato la I Indagine su “Mensa a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?", con dati riguardanti qualità, sicurezza, igiene, trasparenza, costi, sprechi, rifiuti, partecipazione legati al servizio di ristorazione scolastica in 79 scuole di 13 Regioni. Una ulteriore indagine ha riguardato la rilevazione delle rette della ristorazione scolastica in tutti i capoluoghi di provincia, per scuola dell’infanzia e scuola primaria. Sono state rilevate le rette minime e massime per ogni capoluogo e per tipologia di scuola, nonché la retta media per la famiglia “tipo” individuata dall’Istat con ISEE annuale di 19.900€.

    Scarica l’Abstract con i dati aggiornati ad ottobre 2016

    la registrazione dell'evento del 18 ottobre su Youtube

     

    Anno di realizzazione: 2015 - in corso
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  • "Stop alle merendine e alle patatine fritte, sì allo yogurt, al latte, alla frutta e alla verdura fresca, ai biscotti integrali con la marmellata biologica. È l’obiettivo di una proposta di legge presentata da tre parlamentari del Pd per dire basta allo junk food a scuola, e chiedere che venga introdotto per la prima volta l’obbligo per gli esercenti dei distributori automatici di rifornire le «macchinette» a scuola di alimenti sani, freschi, naturali, evitando «alimenti e bevande contenenti un elevato apporto di acidi grassi saturi, acridi grassi trans, zuccheri semplici aggiunti, sodio, nitriti e nitrati utilizzati come additivi, dolcificanti, teina, caffeina, taurina», come si legge nel testo della proposta firmata da Umberto D’Ottavio, Massimo Fiorio e Luigi Dallai".

  • Si è tenuta oggi a Brescia, presso il supermercato Simply di via San Zeno 76, la terza "Giornata di ben-essere" promossa da Cittadinanzattiva e Simply nell'ambito di "Semplicemente ben-essere", la campagna di informazione e sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio sul tema della sana alimentazione e dei corretti stili di vita.
    Ad animare la Giornata sono stati gli studenti dell’Istituto alberghiero Mantegna di Brescia che, dopo essere stati formati sul tema nelle scorse settimane attraverso laboratori didattici curati da Cittadinanzattiva, si sono recati oggi presso il supermercato per coinvolgere i clienti invitandoli a giocare al "Salute in tavola quiz”.

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