Salute

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“E’ necessario puntare su una riforma della pubblica amministrazione per una vera semplificazione a favore dei cittadini, ed intervenire con provvedimenti molto specifici in ambito sanitario, a partire ad esempio dal rafforzamento della assistenza territoriale, con il riconoscimento di un ruolo più centrale ai medici di famiglia, pediatri e farmacie, così come  la adozione omogenea su tutto il territorio della distribuzione per conto dei farmaci e del fascicolo sanitario elettronico. In generale, è importante rendere la semplificazione delle procedure, l’accesso alle stesse e la digitalizzazione un processo organico che duri a lungo ed entri a regime anche dopo l’emergenza. Ringraziamo il Presidente Stumpo per l’indagine conoscitiva che sta conducendo, e che permetterà appunto di evidenziare aree di miglioramento utilizzando le esperienze di questo momento, soprattutto per quanto concerne la qualità e l’accesso al SSN”.

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Il prossimo appuntamento organizzato dalla Scuola Civica di Alta Formazione di Cittadinanzattiva, in partnership con il Centro Clinico NeMO, è per il 4 giugno, dalle 17.00 alle 18.30. Partendo dall'analisi di quello che è accaduto nella prima fase del lockdown ai bambini con malattie neuromuscolari rispetto ai loro bisogni educativi e relazionali, si proverà a ragionare su indicazioni e soluzioni efficaci per la Fase 2 e oltre.

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Si è tenuta il 30 maggio l'Assemblea della Conferenza nazionale per la salute mentale. Sul sito web sono presenti tutti i materiali dell'evento e i comunicati stampa.

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"Nel 2018 la spesa totale era pari a 154,8 miliardi, di cui 115 pubblica e 39,8 privata. Se il finanziamento pubblico era pari al 74,2 per cento della spesa totale, la componente privata era pari al 23,1 per cento e quella coperta da fondi, casse, assicurazioni al 2,7 per cento.

Tutti numeri che tradotti fanno emergere come “la spesa sanitaria diretta delle famiglie è cresciuta tra il 2012 e il 2018 del 14,1 per cento contro il 4,5 per cento di quella delle Amministrazioni pubbliche. Di rilievo la crescita anche di quella coperta da regimi di finanziamento volontari (+31,5 per cento)”."

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"Se ogni anno sono circa 750mila i cittadini che si spostano per avere cure in regioni diverse da quella di residenza, quasi sempre in direzione nord, lo studio di Nomisma ha calcolato che durante la pandemia questo flusso ha avuto un blocco pressoché totale. Stiamo parlando di persone che per oltre il 90% si sposta per ricoveri acuti in regime ordinario e che si sobbarca spese anche ingenti. Con la sospensione dei ricoveri differibili, Nomisma ha stimato che siano stati rimandati il 75% dei ricoveri per interventi chirurgici in regime ordinario. Considerando un blocco totale della attività per due mesi, questo significa 410mila ricoveri per interventi chirurgici da riprogrammare."

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Ancora pochi giorni per raccontarci come hai vissuto questa esperienza di lockdown che l'emergenza ha imposto, tra bisogni, difficoltà e opportunità di aiutare! Compila il breve questionario anonimo e aiutaci a diffonderlo condividendolo.
Perchè un'indagine? Per ascoltare e registrare bisogni e difficoltà vissuti dai cittadini a causa delle restrizioni che questa emergenza ha imposto, e per intercettare eventuali problematiche e fenomeni non ancora emersi, sui quali non c’è sufficiente attenzione nel dibattito pubblico. Quindi l’intento non è dare risposte alle singole persone, ma capire i bisogni della collettività.

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Cittadinanzattiva e Comitato Macula: preoccupati delle affermazioni SOI su accordi con AIFA per riduzione farmacovigilanza e uso farmaci off label per pure questioni economiche. AIFA intervenga urgentemente facendo chiarezza.
A seguito di segnalazioni provenienti da più parti, Cittadinanzattiva e Comitato Macula esprimono preoccupazione perché sempre più spesso le amministrazioni regionali influenzano, per non dire obbligano, i medici oculisti a utilizzare un farmaco mai sperimentato per le maculopatie (off-label) a fronte di farmaci ampiamente sperimentati (on-label).
“Siamo perfettamente consapevoli che vi siano differenze importanti di costo ma siamo anche consapevoli che non si possa giocare con la salute dei pazienti e la sicurezza delle terapie”, hanno dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, e Massimo Ligustro, Presidente di Comitato Macula.

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Protocollo di intesa fra Cittadinanzattiva ed Associazione Italiana Celiachia: iniziative congiunte nell’ambito della salute, del benessere e dei corretti stili di vita.

Le due organizzazioni collaboreranno nella produzione di informazioni e nella realizzazione di iniziative per mettere al centro delle politiche nazionali pubbliche le tematiche legate alla celiachia, intervenendo nello specifico, ad esempio, con la produzione di proposte condivise per la revisione, da parte del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione, delle Linee Guida per la ristorazione scolastica e con la messa a punto di iniziative di formazione ed informazione nelle scuole sui temi della salute, del benessere e dei corretti stili di vita. L’Associazione Italiana Celiachia offrirà inoltre un punto di vista specifico sulla patologia nell’ambito del Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità e della Indagine nazionale sulle mense scolastiche che Cittadinanzattiva presenterà nei prossimi mesi.

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Per ascoltare e registrare bisogni e difficoltà vissuti dai cittadini a causa delle restrizioni che questa emergenza impone, e per intercettare eventuali problematiche e fenomeni non ancora emersi, sui quali non c’è sufficiente attenzione nel dibattito pubblico, Cittadinanzattiva realizza un'indagine civica; lo scopo è quello di individuare e mettere in campo ulteriori azioni specifiche a seconda delle questioni emerse/rilevate, sulla scia dei nostri filoni di impegno già in atto: integrare l’offerta di informazioni presenti nella nostra Guida al Coronavirus, iniziative con altre organizzazioni del terzo settore e collaborazioni con Ordini professionali, interlocuzione con Istituzioni.

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E’ fondamentale che si approvi urgentemente la proroga alla norma che permette ai medici convenzionati e di famiglia di poter accertare una condizione di rischio ai cittadini immunodepressi, colpiti da una patologia oncologica o sottoposti a cure salvavita, e che ha permesso agli stessi di evitare inutili pastoie burocratiche per vedersi equiparata la propria condizione al ricovero ospedaliero.

A firmare la richiesta è Cittadinanzattiva e le organizzazioni del Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici, dopo che le stesse erano riuscite ad ottenere l’inserimento della norma nell’articolo 26 del Decreto Italia, scaduta lo scorso 30 aprile, unendosi all’appello promosso anche dalla FnOMCEO nelle scorse ore. L’articolo 26 del decreto Cura Italia aveva  riconosciuto ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità nonché ai lavoratori in possesso di certificazione “rilasciata dai competenti organi medico legali”, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita anche se non sono in possesso della certificazione di handicap con connotazione di gravità viene riconosciuto fino al 30 aprile per cui le assenze sono equiparate al ricovero ospedaliero.

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