Manca ancora una legge nazionale e ora la bozza di Legge di Bilancio stanzia un fondo irrisorio.
L’art. 53 della Legge di Bilancio prevede l’istituzione di un fondo, pari a 1,15 milioni per il 2026 e 207 milioni dal 2027, per finanziare “iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. Si tratta di risorse assai esigue che non possono far fronte ai bisogni di una platea di caregiver stimata in oltre 7 milioni che assistono quotidianamente oltre 4 milioni di persone disabili e non autosufficienti. Ma soprattutto si stanziano fondi in assenza di una legge nazionale più volte annunciata e che dovrebbe, prima di tutto, definire la platea dei beneficiari e le tutele previste. Anche il tavolo tecnico interministeriale, promosso nell’ottobre 2023 dalla Ministra Locatelli e dalla Vice Ministra Bellucci, e al quale partecipano anche organizzazioni civiche e di pazienti, si è arenato senza produrre formalmente alcun documento preparatorio per la stesura della proposta di legge.
“I caregiver - siano essi conviventi o non conviventi, siano essi a supporto di persone con disabilità o di persone anziane non autosufficienti - ogni giorno fanno fronte alle carenze strutturali del sistema pubblico, con una attività di sostegno e cura il cui valore economico è stimato tra il 2,5 e il 3% del PIL italiano”, dichiarano Loredana Ligabue, segretaria di CARER, e Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.
Obesità: due cittadini su tre abbastanza informati sulla patologia, ma più di uno su tre afferma di non aver intrapreso un percorso di cura. Presentati i dati finali della campagna “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme", promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma.
“Bene il riconoscimento come malattia cronica, adesso equità e accessibilità delle cure e lotta allo stigma sociale.”
Il 74,1% dei cittadini si considera "abbastanza informato" (58,3%) o "molto informato" (15,8%) sul tema dell'obesità. Per il 66,6% di loro si tratta di una vera e propria malattia, per il 27,3% lo è solo in parte; il 6,2% non la ritiene tale. L'82,7% di chi la considera malattia ritiene sia importante affrontarla quanto altre patologie croniche. Il 46,7% pensa che in alcuni casi l'obesità sia più comune tra le persone in condizioni socio-economiche svantaggiate. L'obesità è percepita come fattore di rischio significativo per altre patologie, principalmente: malattie cardiovascolari (90,1%), malattie metaboliche - diabete (84%), malattie respiratorie (68,9%).
Consegnati i premi per la quarta edizione di “Chi l’ha fatto?”, il contest dedicato alle aree interne del Paese. Sul podio quattro esperienze provenienti da Provincia autonoma di Trento, Campania, Emilia Romagna, Sardegna.
Cittadinanzattiva lancia una rete delle buone pratiche nelle aree interne
Sono 66 i progetti provenienti da 36 aree interne che dal 2022 hanno partecipato alla iniziativa “Chi l’ha fatto?”, mettendo in evidenza quante esperienze propulsive provengano da queste aree del Paese che rappresentano 3.834 Comuni, ossia il 48,5% dei comuni e il 23% della popolazione nazionale.
Ad essere premiate per la quarta edizione, nel corso di un evento oggi a Roma, sono state tre iniziative: la prima, proveniente dalla Val di Sole nella Provincia autonoma di Trento, dove è stata realizzata l’app Salute+ che unisce salute, turismo e sostenibilità per promuovere fra la popolazione stili di vita sani; la seconda, che interessa 29 comuni dell’area interna del Cilento in Campania, prevede le cosiddette Botteghe di comunità, finalizzate alla presa in carico dei pazienti cronici attraverso servizi di telemedicina, ambulatori diffusi e integrati con le farmacie rurali; la terza, Habitat, proveniente dall’Alta Valmarecchia in Emilia Romagna, è un progetto aggregativo che prevede un Festival, spazi di coworking, cineforum. Menzionato anche lo “Sportello di facilitazione digitale per cittadini fragili”, promosso nella Barbagia sarda.
ASGI e Cittadinanzattiva: Inadeguato il capitolato di appalto dei CPR per la tutela della salute delle persone trattenute
Il Consiglio di Stato ieri ha annullato in parte il capitolato d’appalto dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e ha imposto al Ministero dell’Interno di introdurre modifiche significative in materia di tutela della salute e di prevenzione del rischio suicidario all'interno di queste strutture.
Lo annunciano soddisfatte le associazioni ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) e Cittadinanzattiva .
Grande preoccupazione per la proposta, avanzata pochi giorni fa dal Ministero della Salute, di mantenere l’attuale Piano di prevenzione vaccinale fino a dicembre 2026, prevendendo una proroga isorisorse. È quanto affermano oggi Cittadinanzattiva, insieme all’Associazione Pazienti BPCO e all’Associazione Respiriamo Insieme, in una lettera inviata al Ministro della Salute Orazio Schillaci, nella quale chiedono, al contrario, di “intervenire presto e in modo risolutivo” per aggiornare il Calendario Nazionale di Immunizzazione e garantire a tutti - neonati, donne in gravidanza, adulti fragili e anziani - l’accesso agli strumenti di prevenzione contro il VRS (Virus respiratorio sinciziale).
Si tratta di richieste che, sottolineano le organizzazioni, sembravano fino a pochi giorni fa legittimate anche dall’impegno assunto dallo stesso Ministro della Salute Schillaci, lo scorso 2 luglio durante un Question Time in Camera dei Deputati. Ora un improvviso e preoccupante passo indietro, proprio all’avvio della stagione vaccinale.
Cittadinanzattiva, insieme all’ Associazione Pazienti BPCO - impegnata per la tutela dei pazienti fragili adulti e anziani affetti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva - e all’Associazione Respiriamo Insieme – che opera prevalentemente nel campo delle malattie respiratorie pediatriche - sono da anni attente al tema della prevenzione vaccinale e recentemente, in particolare, al tema della prevenzione dal VRS. Tra le ultime iniziative, la promozione congiunta dell’Osservatorio VRS, a cui partecipano Regioni, Società Scientifiche, medici, pediatri e associazioni di pazienti. Di recente pubblicazione il secondo instant book a cura dell’Osservatorio VRS.
“I governanti ascoltino il grido di pace dei cittadini. Il Governo chieda il rilascio immediato degli attivisti”
Una grande mobilitazione che non può essere ignorata e che anzi va ascoltata e sostenuta. Per questo anche Cittadinanzattiva aderisce alle manifestazioni che domani avranno luogo nelle varie piazze italiane in occasione dello sciopero per Gaza.
“Si ricomincia. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Decreto Tariffe che, a seguito di un iter lungo e tortuoso fatto di continui rimpalli di responsabilità tra Governo, Regioni e strutture sanitarie e grazie alla grande pressione delle organizzazioni civiche come la nostra, ha reso esigibili alcune prestazioni innovative per i cittadini, si rischia ora di rimettere tutto in discussione e di creare un vuoto normativo che non abbiamo la garanzia sia colmato entro un anno, come indicato dall’Autorità giudiziaria”. Così Cittadinanzattiva a seguito delle sentenze con le quali nei giorni scorsi il Tar Lazio ha annullato il nuovo tariffario per l’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, rilevando gravi carenze istruttorie, mancata rilevazione aggiornata dei costi e assenza di confronto con le parti sociali.
Dopo gli oltre 8700 interventi previsti per le scuole dal PNRR, ormai in dirittura di arrivo, e a fronte di un impegno civico importante che si è sostanziato anche in un incremento delle quote dell’8xmille destinate all’edilizia scolastica, arrivate nel 2024 a 59 milioni di euro (erano 20mln nell’anno precedente), Cittadinanzattiva chiede che si passi ad un intervento strutturale ed ordinario per rendere le scuole più sicure e più vivibili e per questo chiede di prevedere, con la prossima Legge di Bilancio, uno stanziamento di tre miliardi di euro in tre anni. Un fondo che servirebbe per realizzare nuovi interventi di messa in sicurezza delle scuole, nuove indagini diagnostiche di soffitti e solai, per realizzare altre palestre e mense e per dotare finalmente di impianti di condizionamento tutte le 360mila aule scolastiche.
La richiesta arriva oggi da Cittadinanzattiva, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, per fare il punto sullo stato dell’edilizia scolastica nel suo complesso a partire dai dati ufficiali presenti nell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica e dall’analisi contenuta nel suo XXIII Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola”.
Cittadinanzattiva è lieta di invitarla a partecipare alla conferenza stampa “Scuole italiane: è tempo di sicurezza”, che si terrà giovedì 18 settembre presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, Via della Missione 4, dalle ore 16.00 alle ore 17.00.
L’iniziativa, resa possibile grazie alla disponibilità del Movimento 5 Stelle, intende fare il punto sulla sicurezza strutturale delle scuole italiane, alla luce dei dati 2024/2025 presenti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. L’aggiornamento degli stessi ad opera del Ministero dell'Istruzione e del Merito nello scorso agosto fa seguito alla istanza di accesso civico promossa da Cittadinanzattiva verso il Ministero e alla simultanea interrogazione parlamentare di cui è stato primo firmatario l’On. Antonio Caso del M5S. Entrambe le azioni sono state promosse negli ultimi giorni di luglio, proprio con l’obiettivo di ottenere la pubblicazione dei dati più recenti riguardanti la sicurezza degli edifici scolastici, nonché la riattivazione dell'Osservatorio Nazionale per l’Edilizia Scolastica, che non viene convocato da oltre due anni e mezzo.
Sicurezza delle scuole: al via oggi l’accesso civico promosso da Cittadinanzattiva e una interrogazione parlamentare a firma di alcuni deputati del M5S.
“Aggiornare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica e riconvocare l’Osservatorio”.
A circa 50 giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico e a fronte di 69 crolli che, fra settembre 2023 e settembre 2024, hanno interessato le nostre scuole, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca non ha ancora aggiornato i dati sulle condizioni di sicurezza e di vivibilità degli istituti scolastici del nostro Paese.
“Il riferimento, sin dal titolo del disegno di legge, all’espressione consenso informato è, a nostro parere, fuorviante e pericoloso perché sottintende un rischio connesso al fare educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole. Quando invece dati ufficiali, documenti nazionali ed internazionali e, soprattutto, la richiesta – esplosa con la pandemia - della gran parte degli studenti e delle studentesse, confermano la necessità, ormai improrogabile, di promuovere, sin dalla scuola dell’infanzia, una cultura all’affettività e alla sessualità secondo un approccio trasversale e olistico, attraverso percorsi calibrati e costruiti in base all’età e allo sviluppo dei bambini/e, dei ragazzi/e. Ed è alla scuola che spetta offrire strumenti di comprensione e libertà, creare le condizioni perché ciascuno possa formarsi un’opinione autonoma, fuori da ogni approccio ideologico. Ed è dovere delle istituzioni favorire questa imprescindibile funzione della scuola, soprattutto a tutela dei ragazzi e delle ragazze che vivono in contesti sociali e familiari a rischio”.
È questo in sintesi il parere che oggi Cittadinanzattiva ha offerto durante l’audizione in Commissione Cultura della Camera sul disegno di legge Valditara.
L’aumento del prezzo dei libri scolastici che, come evidenziato ieri dall’AIE (Associazione Italiana Editori), nel 2025 sarà di circa l’1,7% per le scuole medie e dell’1,8% per le superiori, peserà su un numero crescente di famiglie che già da tempo si ritrovano a fare i conti con un costo della vita sempre meno sostenibile e le cui difficoltà rischiano di compromettere il futuro dei più giovani, colpiti in modo più diffuso dalla povertà educativa.
Negli ultimi due anni le risorse messe a disposizione delle famiglie per l’acquisto dei testi per le scuole secondarie di primo e secondo grado ammontano a 133 milioni di euro, come indicato dai Decreti direttoriali del Ministero dell’Istruzione e del Merito n.425 del 30 marzo 2023 e n.309 del 16 febbraio 2024. Il Decreto n.58 del 19 marzo 2025 ne prevede 136 milioni per il prossimo anno scolastico, con un incremento quindi di 3 milioni di euro.
“Chiediamo anzitutto chiarezza sui fondi a disposizione, visto che il Ministero ha parlato di una cifra leggermente più alta rispetto a quella constatabile dalle tabelle contenute nei decreti. E soprattutto occorre un incremento ulteriore delle risorse ed una revisione del sistema generale di distribuzione delle stesse. Il bonus, infatti, resta riservato a fasce estremamente svantaggiate e ad un numero di studenti cosiddetti “meno abbienti” che, sempre da Decreto del Ministero, risulta pari a circa 477.000 a fronte di una platea di oltre 4 milioni di studenti”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.
“Dopo anni di dibattito politico asfittico e a ben 6 anni dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, si arriva, con una improvvisa accelerazione del percorso parlamentare, ad un testo base prodotto dalla maggioranza che, considerati anche i tempi molto stretti previsti per l'approdo in Aula, rischia di polarizzare ulteriormente il dibattito e renderlo ancora una volta improduttivo”. Ad affermarlo Cittadinanzattiva in riferimento al ddl sul fine vita, approvato ieri sera nelle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali del Senato, e che si prevede approderà in Aula il prossimo 17 luglio.
“Dal punto di vista del merito - continua Cittadinanzattiva - è particolarmente allarmante la previsione di uno Stato che esercita il potere di decidere sulla volontà dei cittadini, attraverso la nomina diretta di un Comitato nazionale di valutazione, e si tira indietro invece sulla responsabilità di dare concretezza a quella volontà, estromettendo il SSN dalla procedura di suicidio assistito”. Il testo di legge infatti prevede che “il personale in servizio, le strumentazioni e i farmaci, di cui dispone a qualsiasi titolo il Sistema Sanitario Nazionale non possono essere impiegati al fine della agevolazione del proposito di fine vita» - e prevede un suo ruolo esclusivamente nell’erogazione delle cure palliative.
Anna Lisa Mandorino e Anna Rita Cosso confermate rispettivamente come Segretaria generale e Presidente nazionale.
Anna Lisa Mandorino è stata riconfermata come Segretaria generale di Cittadinanzattiva, durante i lavori dell’VIII Congresso nazionale dell’associazione tenutosi a Roma nelle giornate di ieri e oggi.
Laureata in Lettere classiche, Anna Lisa Mandorino incontra Cittadinanzattiva nel 1997: inizialmente si è occupata di relazioni esterne, accompagnando fino alla approvazione la proposta di riforma dell’articolo 118 u.c. della Costituzione. Successivamente, come vice Segretaria generale, ha coordinato azioni di promozione dell’attivismo civico e della partecipazione - negli ambiti della salute, dei servizi di pubblica utilità, dei diritti umani, dell’educazione. Nell’ultimo quadriennio ha già ricoperto il ruolo di Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza esprime profonda preoccupazione per la distanza tra le indicazioni contenute nella riforma dell’assistenza agli anziani, introdotta nel 2023, e quanto è stato realizzato sino ad ora. L’invecchiamento demografico e i ritardi da colmare, d’altra parte, richiedono un’accelerazione. Bisogna rilanciare la riforma: l’unica strada possibile è un impegno comune di tutti i soggetti istituzionali, politici e sociali del Paese.
“La non autosufficienza coinvolge 10 milioni di persone in Italia, tra gli anziani toccati, i familiari che li assistono e gli operatori professionali coinvolti. Il sistema delle risposte pubbliche è da tempo sotto tensione, stretto tra le proprie criticità e la vertiginosa espansione della popolazione anziana.”
È questo l’appello lanciato dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, un network di oltre 60 organizzazioni, la comunità italiana della non autosufficienza.
La riforma è stata introdotta nel 2023 con la Legge 33, con tre grandi obiettivi: I) Semplificazione. Snellimento del sistema pubblico così da facilitare la vita a famiglie e anziani, superando l’attuale frammentazione delle misure. II) Innovazione. Introduzione di nuovi modelli d’intervento, capaci di rispondere alle specifiche caratteristiche degli anziani e delle famiglie di oggi; III) Ampliamento delle risposte. Incremento dell’offerta di servizi alla persona, domiciliari e residenziali, ora insufficiente.
“La Legge 33/2023 si basa sugli insegnamenti e le esperienze provenienti da quanto avvenuto finora nel nostro Paese, frutto anche delle principali indicazioni del dibattito tecnico-politico. Una simile impostazione spiega il diffuso sostegno assicurato alla Legge 33/2023 dagli addetti ai lavori. Alla costruzione della riforma hanno contribuito le principali forze politiche e sociali fornendo ognuna il proprio contributo ad una causa di interesse collettivo”, prosegue l’appello.
“A pochi giorni dal referendum dell’8 e 9 giugno, chiediamo ai cittadini di fare la propria parte, affermando l’importanza del diritto di voto ed indicando la direzione verso la quale auspicano che vada il nostro Paese, perché, come afferma uno storico slogan di Cittadinanzattiva, “fare i cittadini è il modo migliore di esserlo”. Crediamo che la partecipazione al voto possa essere una risposta importante rispetto ai tentativi di svilimento dello strumento referendario, alla scarsa informazione da parte dei mass media e agli inviti all'astensione, anche da parte di alte cariche dello Stato”, è quanto dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva, organizzazione che aderisce sin dal primo momento al comitato promotore del referendum sulla cittadinanza.
“Nel corso della campagna referendaria abbiamo dato vita ad una straordinaria mobilitazione dei nostri territori, con oltre 60 iniziative pubbliche dal Nord al Sud del Paese, alle quali se ne aggiungeranno altre nei prossimi giorni. Una mobilitazione che riafferma il nostro impegno di anni sul tema della cittadinanza, della piena inclusione delle persone con background migratorio, promosso con la campagna Obiettivo cittadinanza assieme al movimento degli Italiani senza cittadinanza e attraverso la nostra attività di tutela a supporto di centinaia di persone alla prese con il farraginoso e lunghissimo iter di accesso allo status di cittadino”.
A questo link l’elenco in aggiornamento delle iniziative promosse o co-promosse dalle sedi locali di Cittadinanzattiva sul territorio e le relative foto.
Cittadini attenti alla dieta sostenibile ed attivi contro lo spreco alimentare. Chiedono etichette più chiare ed informazioni pubblicitarie maggiormente verificabili.
Presentata oggi una Indagine di Cittadinanzattiva e Università Cattolica del Sacro Cuore.
“Fondamentale accrescere la motivazione e l’informazione per avere cittadini protagonisti nell’affermazione di una alimentazione sostenibile”.
Più di un cittadino su due afferma di seguire un’alimentazione sostenibile, che intende principalmente come attenta alla salute e all’ambiente, mentre fatica a ricondurre ad essa anche gli aspetti etici e sociali. Tuttavia quasi l’80% non conosce la corretta ripartizione calorica di una dieta bilanciata e il 10% non intende cambiare abitudini alimentari, anche se dannose.
In tema di spreco alimentare, la maggior parte si dichiara preoccupato per le implicazioni ambientali e sociali: il 50% presta attenzione alla riduzione degli scarti in ambito domestico, percentuale che sale al 56% tra i cittadini attivi (sulla base della conoscenza e partecipazione alle attività di Cittadinanzattiva, sono stati definiti tre cluster: cittadini attivi, mediamente coinvolti e disingaggiati). I comportamenti quotidiani adottati contro lo spreco riguardano in misura maggiore l’attenzione alle scadenze (63%) e l’acquisto calibrato (49%). Tuttavia, anche tra i soggetti più sensibili permane una bassa conoscenza su soluzioni emergenti, come gli alimenti “upcycled” - creati recuperando ingredienti o sottoprodotti considerati scarti e trasformandoli in nuovi alimenti di alta qualità - noti solo al 18% del campione (30% nel caso dei cittadini attivi).
VIII Indagine di Cittadinanzattiva sulle mense scolastiche: circa 85 euro il costo medio al mese per le famiglie. Si paga di più in Emilia Romagna, meno in Sardegna. Servono fondi ulteriori per contrastare la povertà alimentare
85 e 86 euro al mese: è quanto una famiglia ha speso in media nell’anno scolastico in corso per la mensa di un figlio iscritto rispettivamente alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Si tratta di 4,25 e 4,30 euro a pasto. La regione mediamente più costosa è l’Emilia Romagna con 108€ mensili (lo scorso anno era la Basilicata) mentre quella più economica è, come nell’anno scolastico precedente, la Sardegna con 61€ nell’infanzia e 64€ per la primaria.
Anche quest’anno si registra un incremento delle tariffe seppur poco rilevante (circa l’1%), con importanti variazioni però a livello regionale: la Sicilia registra un’importante crescita del costo a carico delle famiglie sia nella scuola dell’infanzia (+13% circa) che in quella primaria (oltre l’8%), mentre per la Basilicata si segnala una riduzione significativa di circa il 6% sia nell’infanzia che nella primaria.
Virus respiratorio sinciziale, per i neonati nel 2024-2025 immunizzazione completa solo in 4 Regioni, quasi dimenticati gli anziani, gli adulti fragili e la vaccinazione materno-fetale. Necessario l’inserimento nel calendario vaccinale di tutti gli strumenti di prevenzione dal VRS per i vari target di popolazione, l’individuazione di modelli organizzativi omogenei ed efficienti sul territorio e il potenziamento della comunicazione ai cittadini: il documento pubblicato oggi da CIttadinanzattiva.
A oltre un anno dalla pubblicazione delle Circolare Ministeriale che indicava gli strumenti disponibili nella stagione 2024-2025 per la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (VRS), sono solo 4 le Regioni in cui si è raggiunta una completa immunizzazione per la popolazione dei neonati: Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia. Copertura parziale (per i nati da Aprile, Luglio e Agosto, a seconda delle disposizioni regionali) in Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Accesso alla vaccinazione ancora più ridotto (per i nati da novembre a marzo) nelle Marche, in Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna. Indietro anche la protezione del neonato attraverso la vaccinazione della donna in gravidanza: l’offerta è stata prevista solo in Sicilia e Molise. Per le altre categorie a rischio, adulti fragili e anziani, nella stagione 2024-25 non è stata attivata alcuna offerta estesa di prevenzione: solo alcuni sporadici casi isolati, come a Genova (disponibili 500 dosi a febbraio 2024 tramite una micro-campagna per gli over-60) o a Siracusa (da ottobre 2024 a febbraio 2025, affiancando ai tradizionali vaccini anche quello contro il Virus Respiratorio Sinciziale).
Nel mondo, il VRS causa ogni anno circa 3,5 milioni di ricoveri e 100.000 decessi fra i bambini sotto i 5 anni. In Italia si stima che oltre 80.000 bambini nel primo anno di vita vengano visitati per cause legate all’infezione da VRS: per circa 15.000 di loro è necessaria l’ospedalizzazione e, per circa 3000, la terapia intensiva. Tra gli over 60, il virus è responsabile di circa 290.000 infezioni respiratorie acute, 26.000 ricoveri e 1.800 decessi.
Sono queste alcune delle informazioni contenute nell’ “Osservatorio VRS - Accesso equo alla prevenzione” pubblicato oggi da Cittadinanzattiva e disponibile sul sito web dell’associazione. Il documento sintetizza il lavoro di un tavolo tecnico composto da esperti e professionisti (società scientifiche, associazioni di pazienti e Dipartimenti di Prevenzione Regionali) e fotografa quanto accaduto in Italia nella stagione 2024-2025, in tema di accesso alla vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale: criticità e buone prassi adottate, obiettivi raggiunti e da raggiungere, per valutare l’equità nell’accesso agli strumenti di prevenzione del VRS – anticorpi monoclonali o vaccini – per tutte le categorie a rischio (neonati, donne in gravidanza, adulti fragili e anziani). Il documento dedica anche un focus particolare all’analisi delle differenze tra Regioni, con riferimento ai diversi modelli organizzativi, all’individuazione delle criticità e alla valorizzazione delle esperienze più virtuose.
In materia di rette, le residenze per anziani non autosufficienti si trovano schiacciate fra l’indecisione della politica e le rivendicazioni dei cittadini. A denunciarlo è il Patto
per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che raggruppa 60 organizzazioni tra terzo settore, associazionismo, società scientifiche e rappresentanze sindacali. In assenza di un quadro legislativo coerente, infatti, crescono i ricorsi di familiari di anziani presso i tribunali. Le scelte compiute dalla magistratura assumono così un ruolo di sostituzione della politica sempre maggiore. La confusione è figlia principalmente di tre elementi.
- La normativa prevede che i costi delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) a titolarità pubblica siano divisi a metà tra il Servizio Sanitario e gli utenti (o i familiari); oggi questi ultimi pagano mediamente 1500/2000 Euro al mese. Le indicazioni legislative, però, sono poco chiare e incomplete e non vengono applicate uniformemente.
- Alcune recenti sentenze di tribunali indicano che le RSA debbano essere totalmente gratuite, senza alcun contributo degli utenti (o dei familiari).
- Altre recenti sentenze affermano l’esatto contrario, cioè che gli utenti (o i familiari) debbano contribuire ai costi nella misura indicata dalla normativa e secondo il loro reddito.
È da tempo che la normativa dovrebbe essere rivista ma il legislatore non vi ha messo mano. E così gli spazi lasciati vuoti dalla politica vengono riempiti dalle sentenze della magistratura. Nelle ultime settimane, il Parlamento è tornato ad occuparsi del tema al fine di fare chiarezza. La discussione avviata presso la Commissione Affari Sociali del Senato, tuttavia, non ha purtroppo prodotto alcun esito. Risultato: saranno ancora i ricorsi dei familiari e le sentenze della Magistratura a decidere.
Venendo all’ipotesi di abolire le rette per le sole persone affette da Alzheimer, notevoli sarebbero le iniquità prodotte. Da una parte, tra la popolazione di anziani non autosufficienti pure portatori di gravi patologie, con le persone affette da Alzheimer (40% dei residenti nelle strutture) esentate e gli altri no. Dall’altra, una gratuità totale delle rette sarebbe iniqua con riferimento a coloro che hanno disponibilità economiche tali da potersele permettere.
Inoltre, quello che, in linea teorica, pare un intervento a favore Alzheimer, nei fatti si rivela essere il contrario. La possibilità di sentenze che azzerino le rette, infatti, produce disincentivi per le strutture a prendere in carico l’utenza Alzheimer per non essere esposte ai ricorsi e ai conseguenti deficit di bilancio: paradossalmente provocherebbe una diminuzione di posti effettivi e quindi un aumento delle liste di attesa.
Buone pratiche a scuola, il XIX Premio “Vito Scafidi” di Cittadinanzattiva alle scuole di Roma, Cingoli, Arezzo e Castagneto Carducci. Un premio anche per le foto da Avellino, Palestrina e Piombino.
Presentate le Raccomandazioni sull’insegnamento dell’educazione civica: “Non più ospiti ma padroni di casa della Repubblica”
Cittadinanzattiva ha consegnato oggi a Roma il Premio Vito Scafidi, giunto alla sua diciannovesima edizione, alle delegazioni di quattro scuole per altrettanti progetti su sicurezza, cittadinanza attiva, salute globale, sostenibilità. I progetti sono stati selezionati da una giuria tra i 94 pervenuti da istituti scolastici di 12 regioni italiane.
“È un segnale importante quello che 400 studenti e studentesse di scuole superiori di Mazara del Vallo hanno lanciato scendendo oggi in piazza per manifestare per il diritto alla salute. La loro azione di rivendicazione dal titolo “Mazara si cura” nasce a seguito della vicenda degli oltre 3300 referti istologici consegnati in ritardo ai pazienti della Asp di Trapani”, afferma Cittadinanzattiva Sicilia che oggi ha anche partecipato, con suoi delegati, ad un sit-in sotto l’Assessorato regionale alla sanità per chiedere interventi urgenti per garantire il diritto alla salute nella regione.
“Una rivendicazione importante che nasce dal basso, da giovani cittadini che, in occasione della Giornata mondiale della salute, esprimono un messaggio di attivismo e di partecipazione civica per la tutela del diritto alla salute”, commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva che lancia un appello ai dirigenti scolastici degli istituti frequentati dagli studenti oggi scesi in piazza.
“Segnare l’assenza nella giornata odierna significa imputare questi ragazzi e queste ragazze per eccesso di cittadinanza. Rivolgiamo dunque il nostro appello ai dirigenti delle scuole coinvolte, perché cancellino l’assenza. Sono gesti che non vanno puniti ma premiati, perché la loro voce è a difesa di un bene primario, costituzionalmente garantito”, conclude Bizzarri.
“Quanto sta succedendo in merito all’emendamento cosiddetto anti ballottaggio è allarmante per la tenuta della nostra democrazia”. A dirlo Cittadinanzattiva in riferimento all’emendamento al decreto elezioni, proposto dalla maggioranza, che prevede che, nei Comuni con più di 15 mila abitanti, sia eletto già al primo turno il candidato sindaco che ha avuto il 40% dei voti.
“Innanzitutto si procede a modificare il principio di rappresentatività senza alcun dibattito parlamentare, e anziché favorire la partecipazione dei cittadini al voto si rischia di mortificarla. Non da meno, ed è l’aspetto che più ci preoccupa, il rischio concreto è quello di danneggiare i referendum dell’8/9 giugno perché, nei comuni dove il ballottaggio non sarebbe previsto, sarà meno probabile che i cittadini tornino a votare unicamente per i quesiti referendari. Non vogliamo credere che sia stato fatto per questo motivo: sarebbe un grave attacco allo strumento del referendum e nella fattispecie ai quesiti del prossimo giugno - in particolare a quello sulla cittadinanza - che il Comitato promotore di cui facciamo parte ha più volte chiesto di indire nel giorno della prima tornata. Per questo chiediamo l’immediato ritiro dell’emendamento”.
“Con l’emendamento appena approvato si rischia di guardare il dito e non la luna”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. “L’argine che si tenta di mettere risulta sia inadeguato a risolvere una materia tanto complessa, che ambiguo nel modo in cui è stato costruito. Non risolve le incertezze sui casi in cui le prestazioni sanitarie e quelle socio-assistenziali risultino non separabili, e non risulta chiaro se preveda per i cittadini uno svantaggio o un vantaggio in termini di massima copertura possibile per le spese da parte dello Stato. Sulla questione si è aperto un ampio dibattito pubblico che rischia però di non produrre alcun passo in avanti rispetto ad una materia che meriterebbe una vera riforma come previsto dalla legge 33 del 2023 sull’assistenza agli anziani non autosufficienti, rimasta lettera morta”.
A dirlo Cittadinanzattiva in merito all’emendamento n.13.0.400 a firma Cantù approvato nei giorni scorsi dalla 10° Commissione del Senato, nell’ambito della discussione del ddl 1241 recante «Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria». L’emendamento modifica l’art.30 della L.27/12/1983, n.730, prevedendo che "Sono a carico del fondo sanitario nazionale esclusivamente gli oneri delle attività di rilievo sanitario anche se connesse con quelle socio-assistenziali".