Qualche anno fa uno slogan del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva recitava: “La sanità italiana sta molto male, ma lasciarla morire non è una soluzione. Aiutaci a trasformare gli ospedali italiani in ospedali”.
È davanti agli occhi di tutti la contraddizione di un servizio sanitario dotato di grandi tecnologie, strumentazioni e professionalità che ogni giorno mette a nudo la sua inadeguatezza di fronte a un cittadino che richiede cure adeguate, ascolto, comprensione, attenzione alla sua dignità, al suo tempo, alle sue esigenze.
La sanità, nonostante i tanti esempi positivi di personalizzazione e umanizzazione delle cure e migliore presa in carico del paziente sul territorio, si presenta ancora troppo spesso come un mondo poco centrato sui bisogni della persona e delle cronicità e ancora eccessivamente difforme sul territorio.
Il Rapporto Pit Salute, che annualmente raccoglie e sistematizza le segnalazioni dei cittadini in ambito sanitario (oltre 25.000 segnalazioni all'anno), registra tempi di attesa inaccettabili, insostenibilità dei costi sanitari per le famiglie, iter burocratici eccessivamente farraginosi, difformità territoriale nella erogazione dei servizi e tagli alle prestazioni.
Storia della promozione delle buone pratiche in ambito sanitario
L'impegno di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato nel promuovere e incentivare le azioni di miglioramento nei servizi sanitari, le esperienze innovative e le politiche centrate sull'orientamento al cittadino parte nel 1988 con il viaggio del Pulmino dei diritti, durante il quale vengono premiati operatori sanitari distintisi per aver favorito la tutela dei diritti dei cittadini.
Nel 1997 Cittadinanzattiva promuove la prima edizione del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità. Vengono presentati 140 progetti e premiati un reparto ospedaliero, una nuova struttura sull'handicap, un programma di assistenza domiciliare e una casa alloggio per bambini cardiopatici.
Da quel momento il Premio diventa un appuntamento annuale, da cui nasce e si concretizza l'idea di raccogliere in una banca dati tutti i progetti contrassegnati da specifiche caratteristiche: innovatività, misurabilità, sostenibilità, riproducibilità.
Nasce anche una rete di operatori sanitari per le buone pratiche in sanità, grazie alla quale si rafforza la partnership con gli stakeholder del sistema sanitario: dirigenti e operatori sanitari, associazioni professionali, società scientifiche, organizzazioni di malati cronici e di tutela dei diritti.
In particolare, nell'ambito delle buone pratiche in pediatria, Cittadinanzattiva ha collaborato con il network "Gli ospedali di Andrea", istituito dall'A.Ge (Associazione italiana genitori) in partnership con Irsef (istituto ricerche studi educazione famiglia) e Eiss (Ente italiano servizi sociali), e nato per l'umanizzazione delle strutture sanitarie per l'infanzia.
Per avere maggiori informazioni contatta Valentina Condò:
Per saperne di più in tema di politiche sanitarie visita la relativa Area di interesse.
XIII edizione del Premio Buone Pratiche Alesini sull’Umanizzazione delle Cure
Assegnati premi e menzioni della XIII Edizione del Premio Andrea Alesini
Premio Buone Pratiche per l’umanizzazione delle cure 2017 - 2018
Sono state raccolte attività progettuali ed esperienze pratiche in tema di umanizzazione delle cure e, per il focus specifico che varia annualmente, il tema è stato la lotta al fumo di tabacco e la conseguente promozione di stili di vita salutari
Sono quindi state considerate di particolare interesse ai fini valutativi i progetti di organizzazioni sanitarie pubbliche e private che hanno avuto come oggetto il tema della
Per avere maggiori informazioni:
Premio Buone Pratiche per l’Umanizzazione delle Cure in Sanità - Andrea Alesini
Anno 2017 - 2018
Riconoscere le esperienze di successo e le professionalità è uno dei modi attraverso cui Cittadinanzattiva da sempre contribuisce a valorizzare e diffondere la buona sanità nel nostro Paese.
Varie iniziative ed attività sono state messe in campo negli anni da Cittadinanzattiva e l’impegno è poi proseguito con l’ Istituzione nel 1997 del Premio Buone Pratiche per l’umanizzazione delle cure in sanità dedicato ad Andrea Alesini.
Un premio che i cittadini attribuiscono alla sanità che funziona
Attraverso la raccolta di Buone Pratiche Cittadinanzattiva intende non solo premiare, ma anche diffondere e mettere in rete quelle attività ed esperienze innovative e di miglioramento dei servizi socio sanitari che mostrino attenzione ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini ed orientate a mettere ogni persona al centro.
L’obiettivo è far si che queste singole esperienze si trasformino in esperienze di “sistema”.
Consulta le informazioni sulle ultime cinque edizioni del Premio e la banca dati dei progetti cliccando qui
Responsabile del Progetto: Giulia Mannella,
Anno di realizzazione 2017- 2018
Il progetto è reso possibile grazie al contributo non condizionato di:

Andrea Alesini: Medico umbro della sanità pubblica, prematuramente scomparso, che ha avuto incarichi nel campo della medicina scolastica, dell’organizzazione sanitaria e della medicina preventiva; è stato nominato direttore generale nel 1994 della ASL RM-C. Ha rappresentato un una gestione della sanità “dalla parte dei cittadini”, attenta al dialogo e al rispetto dei diritti, nonché orientata a trasformare sempre le legittime aspettative in concrete azioni di governo

Dal 1985 a oggi nella maggior parte dei paesi OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) la disuguaglianza fra ricchi e poveri è molto cresciuta. I numeri forniti dall’Istat sulla povertà assoluta e relativa e delle famiglie in stato di indigenza in Italia sono in continua crescita: nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila
(il numero più alto dal 2005 a oggi).
Il contesto di riferimento descritto impone a tutte le componenti della società civile e ai soggetti del mondo bancario di cooperare e di rafforzare le partnership per affrontare questa grave emergenza che è anzitutto sociale e poi economica.
Da questa esigenza nasce la partnership tra la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (FEDUF) e le principali associazioni di consumatori con l’obiettivo di mettere a fattor comune conoscenze e competenze al servizio dei cittadini.
Dalla collaborazione tra la FEDUF e le AACC (Associazioni di consumatori ) nasce il portale curaituoisoldi.it, rivolto ai cittadini adulti con l’obiettivo di mettere a disposizione informazioni di educazione finanziaria semplici, chiare e al di sopra delle parti, secondo un approccio divulgativo e informale. Obiettivo del portale è quello di fornire informazioni e consigli utili per un primo orientamento di base che aiutino i cittadini a decidere più consapevolmente in materia di gestione del denaro e relazione quotidiana con la banca.
Prendersi cura del proprio denaro vuol dire prestare attenzione ad una parte importante della propria vita, quindi, in qualche modo, significa prendersi cura di se stessi.
Il portale è dedicato a diversi argomenti, con schede di approfondimento e contenuti video. Visitando il portale sarà possibile ricevere informazioni utili sui seguenti argomenti: conto corrente, carte di pagamento, economia in famiglia, mutui e prestiti, investimenti, internet e phone banking, pensioni e previdenza, sovraindebitamento e usura.
La sezione SOS del portale curaituoisoldi.it è una sezione apposita dedicata alle fasce deboli e alle nuove povertà con l’obiettivo di fornire informazioni concrete per affrontare i momenti di difficoltà economica.
In questa sezione è possibile trovare informazioni utili su credito e strumenti di base, misure alle famiglie, utenze e fiscalità agevolata, recupero crediti e codice di condotta, strumenti di tutela extragiudiziale e sistemi di informazioni creditizie.
Per maggiori informazioni:
Cinzia Pollio
Anno di realizzazione: 2016- 2019
*Curaituoisoldi.it è un progetto della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, realizzato con la collaborazione di Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

Il diabete è una delle tre emergenze sanitarie mondiali: in Europa circa 60 milioni di persone sono affette da questa patologia, il tasso è in continuo aumento, raggiungendo già il 10-12% in alcuni Stati membri; nel giro di 35 anni l'incidenza della diabete è quasi quadruplicata. Per ogni persona con diabete lo Stato spende mediamente 4.000 euro all'anno, per un totale di circa 16 miliardi di euro, ovvero il 15 per cento del fondo sanitario nazionale.
Nonostante ciò, la patologia diabetica è una di quelle per cui il legislatore è intervenuto maggiormente nel corso degli anni, a partire dalla Legge 115 del 15 marzo 1987. Pur essendo passati trent’anni continuano a giungere segnalazioni circa la carenza di assistenza, la chiusura dei centri di cura, una situazione a macchia di leopardo sul territorio e la difficoltà nel gestire la patologia e insorgenza di complicanze. Tutte criticità ben evidenziate negli anni da FAND Associazione Italiana Diabetici, a partire dal Rapporto “Linea D - Un percorso integrato per il paziente con diabete”.

Scarica la Raccomandazione civica
Cittadinanzattiva, attraverso le sue reti del Tribunale per i Diritti del Malato e del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici, ha elaborato una Raccomandazione civica affinché le gare in sanità siano corrette, trasparenti ed efficaci, non solo dal punto di vista economico, per una migliore allocazione e razionalizzazione delle risorse, ma soprattutto sotto l'aspetto della garanzia dei diritti dei cittadini, utilizzatori finali dei servizi, dei dispositivi medici e degli ausili.
Lo scopo è quello di contribuire ad individuare parametri civici oggettivi, in grado di realizzare gare di acquisto che diano la giusta importanza alla persona malata come “essere unico”, attribuendo il giusto peso non solo al prezzo, ma anche alla personalizzazione, alla qualità, alla sicurezza e all’accessibilità del dispositivo medico, di protesi ed ausili.
L'importanza del tema emerge dai dati del XIV Rapporto sulle Politiche delle Cronicità: il 51% delle Associazioni riscontra criticità legate all’assistenza protesica ed integrativa con un incremento dei tempi di attesa nell’ultimo anno per l’erogazione di presidi, protesi e ausili in tutto il territorio nazionale. Tempi di attesa che non sono compatibili, molto spesso, con le condizioni del paziente e finiscono con produrre rischi concreti sul livello di autonomia della persona. Stesse criticità si evidenziano anche nel XIX Rapporto PIT salute: i cittadini segnalano problematiche sia nei servizi di assistenza protesica ed integrativa e che per i dispositivi medici (rispettivamente per il 65% e per il 35%). Nello specifico emergono difficoltà legate ai tempi di attesa (47.5%), alle forniture inefficienti/ costi da sostenere (26.2%), alla scarsa qualità dei prodotti (26.2%). Ne consegue che spesso i cittadini sono costretti ad utilizzare ausili e protesi che non supportano il loro stato di salute, ma che talvolta lo peggiorano oppure li costringono a rinunciare a quelli erogati dal SSN per acquistarli privatamente; gli stessi enti erogatori spesso si trovano a dover acquistare dispositivi fuori gara perché quanto acquistato in gara non corrisponde alle aspettative e ai reali bisogni di professionisti e persone malate.
L’iniziativa ha la finalità ultima di invertire il processo. La necessità e i bisogni dei cittadini devono quindi essere criteri centrali per impostare il processo di centralizzazione delle gare di acquisto. Dare il giusto valore non solo al prezzo ma, anche alla personalizzazione, alla qualità, alla sicurezza e all’accessibilità dei dispositivi medici, di protesi e ausili.
Per maggiori informazioni contatta Tiziana Nicoletti
Anno di realizzazione 2017-2018
Con il sostegno non condizionato di Assobiomedica

Le malattie croniche in Europa sono responsabili dell'86% di tutti i decessi e di una spesa di circa 700 miliardi di euro l’anno. In Italia sono quasi 24 milioni le persone che hanno una o più malattie croniche. Il nostro Paese, un anno e mezzo fa, ha messo nero su bianco come il Servizio Sanitario Nazionale intende occuparsi delle persone che soffrono di malattie croniche nel Piano Nazionale delle Cronicità: ma l’implementazione va a rilento. Attraverso l’Intesa di settembre 2016 tutte le Regioni e Province autonome si impegnano a recepire il documento con propri provvedimenti e a dare attuazione ai contenuti del Piano nei rispettivi ambiti territoriali. Ma ad oggi le Regioni procedono in ordine sparso e si evidenziano ancora molte aree critiche nella gestione delle malattie croniche.
Il quadro emerge dal seminario “Piano Nazionale delle Cronicità: a che punto siamo” promosso nel marzo 2018 dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, con la partecipazione dei principali stakeholder del mondo della salute e con il sostegno non condizionato di Chiesi Farmaceutici Spa.
iIl Piano Nazionale delle Cronicità vuole promuovere e mettere in atto interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza. Il proposito è di contribuire al miglioramento della tutela delle persone affette da malattie croniche, riducendo il peso sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità della vita, rendendo più efficacie ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini.
Lo scopo del progetto è quello di :
Per saperne di più:
Per avere maggiori informazioni contattare
T. Nicoletti:
Anno di realizzazione: 2017- 2018
L’iniziativa è realizzata con il contributo non condizionato di Chiesi Farmaceutici S.P.A.

Scarica il vademecum
Ricostruire un rapporto in crisi, restituendo centralità alla relazione e alla fiducia reciproca, a partire dai diritti e doveri di ciascuno. Non è la storia di una coppia qualunque al centro della nostra nuova campagna “cura di coppia” ma quella rappresentata da medico e cittadino. La campagna è promossa in collaborazione con: associazioni di pazienti, esperti e oltre 20 tra organizzazioni di professionisti e strutture sanitarie, e prevede la realizzazione di un decalogo, un vademecum e la diffusione attraverso i canali digital.
Questo impegno nasce dalle esigenze espresse sia dai cittadini che dai medici. Infatti, dai dati di Cittadinanzattiva emerge che la relazione tra medico e paziente è in difficoltà. Da una parte, in circa 8 casi su 10, i cittadini segnalano poca sensibilità nell’ascolto o poca empatia. Una persona su 3 trova nel medico scarsa disponibilità a orientarla tra i servizi; una su 4 si confronta con un linguaggio troppo tecnico e poco comprensibile; una su 5 ha vissuto scarsa attenzione al dolore D’altro canto, circa 1 medico su 3 ritiene insufficiente o inadeguato il tempo a disposizione per la cura; in ugual proporzione riscontra difficoltà per mancanza di personale e in 1 caso su 5 per cattiva organizzazione dei servizi. In aggiunta, non esiste ancora nel percorso di laurea del medico una formazione specifica sui temi della comunicazione e relazione.

Raccomandazioni civiche per un consenso davvero informato. Scarica il documento
Esprimere un consenso davvero informato dovrebbe rappresentare un momento specifico di un più ampio processo di comunicazione e ascolto tra professionisti sanitari e cittadini. Un processo che dovrebbe essere dinamico e continuativo, e non iniziare ed esaurirsi con la firma del modulo di consenso informato.
Spesso invece cittadini ci raccontano di sentirsi disorientati o desidererebbero ricevere più informazioni sull’intervento a cui sottoporsi prima di firmare il Modulo di Consenso.

Scarica il manifesto
ll Manifesto per l’energia del futuro nasce dalla volontà di contribuire a valorizzare le potenzialità connesse alla completa liberalizzazione del mercato e si basa su quattro principi cardine attorno ai quali si vuole disegnare un mercato energetico che abbia come protagonista il consumatore. I principi sono: Risparmio, Sostenibilità, Innovazione. La semplificazione conseguita con la digitalizzazione porterà a una maggiore efficienza per il sistema.

Scarica il rapporto
Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato, insieme alla Federazione IPASVI, ha attivato l’Osservatorio civico sulla professione infermieristica.
Attraverso un’indagine pilota, il programma punta a mettere in evidenza luci, spazi di miglioramento e proposte su una professione che, nel futuro, a fronte dei bisogni di salute della popolazione e in particolare della domanda di cura delle fasce più fragili, sarà centrale nel processo di offerta sanitaria.
Gli infermieri sono chiamati ad esercitare un ruolo sempre più incisivo, basato sulla collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari e rispondono a questioni particolarmente sentite dai cittadini; secondo i dati, del nostro recente “Monitoraggio civico dei Servizi sul Territorio”, 7 infermieri su 10 sono reperibili nella fascia oraria della mattina, più di qualunque altra professione sanitaria, medici compresi, ma ad oggi ci sono bisogni sui quali è necessario impegnarsi maggiormente. E’ opportuno riflettere ad esempio sulla mancanza di ricambio di organico (blocco turn-over), ma anche sulle segnalazioni riportate nel Rapporto Pit Salute che parlano di scarsa assistenza infermieristica e medica nel 35,1% dei casi e di un 18,4% di infermieri che, in ospedale, è considerato responsabile di comportamenti “poco umani” (13,7% nel 2014, inferiore a quello dei medici, 50,5%).
Per questi motivi l’Osservatorio civico sulla professione infermieristica si pone l’obiettivo di:
L’indagine civica si è conclusa lo scorso 15 febbraio 2018 ed ha raccolto, in circa 30 giorni, l’esperienza di 1895 cittadini e pazienti, grazie soprattutto all’impegno delle 34 sedi territoriali del TDM, dislocate su 15 Regioni*.
I risultati sono stati anticipati in occasione del Congresso Nazionale di Fnopi durante il quale è stato messo in luce come servano più infermieri, in particolare nei servizi sanitari territoriali... più tempo dedicato all’assistenza e meno alla burocrazia....e che anche le Istituzioni riconoscano sempre di più le competenze e il contributo che la professione infermieristica può garantire all’innovazione organizzativa e quindi alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (Leggi il comunicato stampa)
Ad oggi prosegue la collaborazione con AISLEC, ALICE ITALIA, AMRI, ANIMO, ASBI, ASSOCIAZIONE PAZIENTI BPCO, IPASVI Roma, GFT (Gruppo Formazione Triage) e UILDM con i quali, nei prossimi mesi saranno messe a punto alcune linee strategiche di intervento volte a orientare la professione verso la migliore qualità dell’offerta.
Scarica una sintesi dei principali dati emersi.
* ABRUZZO, BASILICATA, CALABRIA, CAMPANIA, LAZIO, LOMBARDIA, MARCHE, PIEMONTE, PUGLIA, SARDEGNA, SICILIA, TOSCANA, UMBRIA, VALLE D'AOSTA, VENETO
Per avere maggiori informazioni contattare
Carla Mariotti :
Anno di realizzazione 2017 in corso
Il progetto è realizzato con il contributo non condizionato:


Anche nel 2018 proseguono le attività di Io sono originale, l’iniziativa promossa dalla DG Lotta alla contraffazione - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dalle Associazioni di Consumatori*.
Protagonisti sono sempre i consumatori, giovani, adulti e senior, con i quali le associazioni interagiscono con l’obiettivo di sensibilizzare sulla corretta informazione dei rischi legati alla contraffazione e per diffondere la cultura della legalità contro il Mercato del Falso.

Il Premio Buone Pratiche per l’umanizzazione delle cure in sanità giunge quest’anno alla sua XIII edizione e dal 7 dicembre è On- line il nuovo Bando di Concorso per l’anno 2017 - 2018
Verranno raccolte attività progettuali ed esperienze pratiche in tema di umanizzazione delle cure e, per il focus specifico che varia annualmente, il tema è la lotta al fumo di tabacco e la conseguente promozione di stili di vita salutari
Saranno quindi considerate di particolare interesse ai fini valutativi i progetti di organizzazioni sanitarie pubbliche e private che avranno ad oggetto il tema della
Partecipa! SCARICA IL BANDO

Comune di Ferrara e Cittadinanzattiva lanciano la lll Edizione della Scuola di Riuso.
La Scuola di Riuso è un’iniziativa di Cittadinanzattiva in collaborazione con l’associazione di promozione sociale YOUrbanMOB e l’impresa sociale Aniti, che si svolge lungo tutto il territorio nazionale
L’Italia è disseminata di beni pubblici e privati inutilizzati, luoghi che raccontano storie di persone e di attività, manufatti che hanno immagazzinato l’energia necessaria alla loro costruzione e che potrebbero essere riutilizzati per nuovi fini. Nonostante ciò non si è riusciti fino ad ora a mettere in relazione l’esistenza di questo enorme patrimonio costruito disponibile e la domanda sociale di spazi.

Partecipa alla consultazione sulla mobilità sostenibile
Partecipa al concorso fotografico
Segui le iniziative sul territorio
La questione
Elementi quali la congestione del traffico, il livello di incidentalità, le emissioni inquinanti, un trasporto pubblico non rispondente alle esigenze dei cittadini, il degrado delle aree urbane e il consumo di territorio (causato dalla realizzazione di strade e infrastrutture chiamate ad ospitare sempre più veicoli) sono le criticità che ruotano intorno al tema della mobilità nei centri urbani.
È evidente che il comparto dei trasporti genera delle esternalità negative che si trasformano in costi sociali alla lunga sempre meno sostenibili.
La nostra idea di mobilità
Per Cittadinanzattiva la mobilità va resa sostenibile da un punto di vista:
La nostra idea di mobilità si sviluppa in modo coerente al raggiungimento del goal 11, definito nell’ambito degli Obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” – con particolare attenzione al target 11.2: “entro il 2030 fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani”.
Il progetto “mobilitime – è tempo di muoversi”
La finalità generale di questo progetto è quella di sensibilizzare i cittadini su questi temi, di educarli a diversi e nuovi modelli più sostenibili e responsabili, nonché interrogarli e coinvolgerli nella individuazione delle eventuali criticità e punti di forza legate alla loro diffusione.
La promozione di una nuova cultura della mobilità rappresenta la strategia più adeguata, nel lungo periodo, per affrontare le questioni connesse alla congestione delle città e a quanto da essa deriva. A nostro avviso, ruolo centrale ricopre l’educazione ad un nuovo modello, più sostenibile, basato sull’attenzione ai temi ambientali e la condivisione, con un forte orientamento alla multi modalità e all’interoperabilità dei mezzi nel particolare, e in generale ad un approccio più sostenibile al mondo dei servizi pubblici locali.
Attività previste
Le attività principali sono:
Per saperne di più sulla posizione di Cittadinanzattiva in tema di mobilità: Clicca qui
Anno di realizzazione: 2017
Per maggiori informazioni: Cinzia Pollio
Progetto realizzato con il sostegno di:
Si ringrazia per aver offerto il premio del concorso

Negli ultimi anni, al sistema dei centri governativi di accoglienza e alla rete comunale dello SPRAR si è sovrapposto un sistema “informale” di centri temporanei, i cosiddetti CAS, i Centri di Accoglienza Straordinaria, strutture eterogenee dislocate su tutto il territorio nazionale, affidate in gestione ai soggetti più diversi: comuni, realtà del terzo settore, imprenditori privati.
Ma si tratta di un sistema che si rivela pieno di opacità, di mancanza di trasparenza sugli affidamenti, fuori controllo: questo perché la scelta della gestione emergenziale consente spesso di scavalcare regole e procedure ordinarie nell’affidamento dei servizi, rende totalmente opaca l’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici, abbassa il livello dei controlli pubblici sulla realizzazione degli interventi rivolti ai migranti, produce sacche di speculazione privata e terreno fertile per infiltrazioni criminali, senza parlare poi della qualità dei servizi che vengono erogati.
Non esiste un elenco pubblico dei CAS, della loro ubicazione, di chi li gestisce. Non c’è alcuna trasparenza su affidamenti e gestioni, sui finanziamenti, sul rispetto degli standard di erogazione dei servizi previsti da convenzioni e capitolati d’appalto.

Cittadinanzattiva è tra le associazioni del comitato promotore della Campagna “Tre Leggi per la Giustizia e i Diritti: Tortura, Carceri, Droghe”, tre leggi di civiltà dirette rispettivamente ad introdurre il reato di tortura nel codice penale, a modificare la legge Fini-Giovanardi sulle droghe ed a ripristinare la legalità nelle carceri sovraffollate.
Le tre proposte di legge di iniziativa popolare sono state depositate lo scorso gennaio in Cassazione e costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario.
La prima riguarda l’introduzione del reato di tortura nel codice penale e vuole sopperire ad una lacuna normativa grave del nostro ordinamento. In Italia manca infatti il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso e nonostante sia pacifico che la proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite.

Negli ultimi quattordici anni Cittadinanzattiva ha promosso e sviluppato progetti e metodologie di valutazione civica in diversi ambiti di intervento della Pubblica Amministrazione.
Per valutazione civica si intende la produzione e l’uso di informazioni da parte dei cittadini in funzione della attivazione di proprie politiche e della partecipazione alle politiche pubbliche, sia in sede di definizione e implementazione che in sede di valutazione.
Sono i cittadini stessi, organizzati e dotati di adeguati strumenti e tecniche di valutazione, a produrre informazioni rilevanti su ambiti di analisi ritenuti significativi, quali servizi resi da soggetti pubblici o privati (es. sanità, trasporti, scuola, utenze, servizi finanziari, etc.) o politiche pubbliche attuate in determinati settori (come welfare, ambiente, giustizia), a livello nazionale o locale.
Nel 2012, Cittadinanzattiva ha realizzato un’esperienza pilota di valutazione civica di 9 Tribunali civili. L’iniziativa, promossa dalla rete Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva con il supporto dell’Agenzia Nazionale di Valutazione Civica ed in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati e con l’Associazione Dirigenti della Giustizia, ha coinvolto 9 Tribunali Civili dislocati in diverse regioni, del Nord, del Centro e del Sud.
Sulla scia di questa esperienza e nell’ambito del progetto di Monitoraggio delle Performance per la Giustizia (MPG) - condotto dal Dipartimento della Funzione Pubblica in coordinamento con il Ministero della Giustizia e le Regioni aderenti - è stata attivata una collaborazione tra Cittadinanzattiva e il Dipartimento della Funzione Pubblica e progettata un’attività di valutazione civica mirata all’analisi delle dimensioni che determinano l’esperienza di accesso al servizio Giustizia, dal punto di vista del cittadino.
Il progetto ha un duplice obiettivo:
Tali attività hanno avuto ad oggetto la raccolta di informazioni civiche attraverso la somministrazione, da parte dei volontari di Cittadinanzattiva, degli strumenti di rilevazione descritti di seguito.
Nello specifico, sulla base di una prima attività di progettazione congiunta tra MPG e Cittadinanzattiva, sono stati elaborati quattro strumenti di audit civico per raccolta dati e informazioni qualitative:
1. un questionario di rilevazione dati, da sottoporre al Presidente e al Dirigente dell’Ufficio Giudiziario;
2. una griglia d’osservazione diretta, per la rilevazione sul campo da parte dei volontari di Cittadinanzattiva;
3. un questionario per l’Ordine degli Avvocati;
4. un format per la compilazione dei dati sui flussi giudiziari, che verranno richiesti direttamente al Ministero della Giustizia.
Uffici coinvolti
Al fine di individuare un campione significativamente stratificato di esperienze, sono state monitorate sei sedi di Tribunale Civile Ordinario, sulla base dei seguenti elementi di valutazione:
• rappresentatività dimensionale, cercando di selezionare un campione variegato rappresentativo delle diverse dimensioni degli Uffici Giudiziari Italiani;
• rappresentatività territoriale, cercando di individuare Uffici che operano in contesti difformi per dimensioni sociali ed economiche, così da permettere un’analisi controfattuale rispetto all’oggetto principale d’indagine, gli Uffici delle Regioni ad Obiettivo Convergenza (ROC).
Sulla base di questi criteri, sono stati selezionati i seguenti Tribunali Civili:
• Bologna
• Catania
• Firenze
• Milano
• Napoli
• Taranto
Alla fine del progetto è stata prevista l’elaborazione di un output finale, un Rapporto di valutazione civica sulla Giustizia, nella sua seconda versione, rivisto sulla base dei presupposti precedentemente descritti. Tale documento ha la finalità di restituire un secondo documento analitico in termini di audit civico, specifico per i Tribunali, dopo l’esperienza sperimentale del 2012. Tale documento nasce per analizzare, dal punto di vista del cittadino/utente, le principali dimensioni d’interazione con il servizio Giustizia, cercando di fornire una valutazione oggettiva sui livelli e gli standard di servizio offerti dai Tribunali, con particolare riguardo a tutti i servizi e le iniziative atte a semplificare l’accesso degli utenti al servizio Giustizia.
L’elaborazione degli strumenti di audit e l’elaborazione stessa del rapporto sulla base dei dati raccolti, permetterà anche l’elaborazione da parte di Cittadinanzattiva, con il supporto di MPG, di una metodologia di audit civico specifica per i Tribunali italiani, oggetto di attività di promozione e diffusione futura, da parte di Cittadinanzattiva.
Scarica il Report “Audit Civico nella Giustizia Civile”
Per maggiori informazioni:
Anno di realizzazione: 2015
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica

Scarica la guida
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si prende cura della tua salute! Per questo la prevenzione e la diagnosi precoce rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza, cioè tra le prestazioni essenziali che devono essere garantire a tutti i cittadini nel nostro Paese. Anticipare la diagnosi di un tumore può cambiare significativamente il decorso della malattia o evitare che lesioni a rischio si traducano in malattie conclamate. Per questo da circa 20 anni il Servizio Sanitario italiano promuove programmi organizzati di screening oncologici di popolazione per il cancro della cervice uterina, della mammella e del colon retto, cioè per quei tumori che colpiscono maggiormente la popolazione italiana e per i quali esiste un’evidenza di efficacia.
I programmi di screening per queste tre neoplasie sono organizzati a livello nazionale, seguono procedure rigorose, basate su evidenze scientifiche e si rivolgono a tutta la popolazione nelle fasce di età considerate a maggior rischio per queste patologie. Le persone appartenenti alle popolazioni-target vengono invitate a sottoporsi gratuitamente a un test di screening: pap-test o HPV test per la cervice uterina, mammografia per la mammella o ricerca del sangue occulto nelle feci o rettosigmoidoscopia per il colon-retto.

Nell’ambito di un Sistema Sanitario Nazionale in forte mutamento, dove assistiamo alla diversificazione nell’organizzazione dei servizi e nelle risposte ai bisogni territoriali, la valutazione civica dei servizi sanitari si pone come attuale e particolarmente efficace. Ciò infatti rappresenta uno degli strumenti di azione civica per tutelare l’umanizzazione e monitorare il rispetto dei diritti dei pazienti. La valutazione civica consente di analizzare la qualità valorizzando il punto di vista dei cittadini per incidere sulla realtà, avendo il fine di intercettare in modo efficace le peculiari aree di miglioramento e le eccellenze che “a macchia di leopardo” e in modo differenziato sono presenti sul territorio.
La progettualità ha lo scopo di elaborare e testare un’applicazione sperimentale della metodologia dell’Audit Civico®, specifica per le strutture ospedaliere che attuano Ricerca, innovazione applicata e con performance numeriche e qualitative elevate. L’indagine mira a valutare il livello di attenzione alla persona, focalizzandosi quindi su alcuni temi in particolare: l’attenzione ai bisogni (ad esempio legati ad accessibilità, presa in carico, cura, assistenza, ecc.), il coinvolgimento dei cittadini e l’innovazione al servizio dell’umanizzazione.
Il progetto nasce dall’incontro di intenti tra Cittadinanzattiva nazionale, Cittadinanzattiva della Lombardia e l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, che si è reso disponibile a collaborare con un’organizzazione civica, mostrando capacità di mettersi in discussione e di guardarsi con gli occhi dei cittadini e dei pazienti, con la volontà d'impegnarsi in un percorso di miglioramento.
L’indagine mira a:
L’indagine consiste in una rilevazione di dati “oggettivi” vòlta a verificare la presenza di servizi, caratteristiche e procedure ritenuti rilevanti, dallo specifico punto di vista del cittadino/paziente, per i temi individuati. Per rilevare i dati sarà messo a punto dall’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva uno strumento strutturato mediante il quale volontari di Cittadinanzattiva della Lombardia, collaborando in équipe mista con operatori dell’Istituto, dopo apposito incontro formativo congiunto, intervisteranno alcuni responsabili dell’Istituto e rileveranno indicatori di osservazione diretta.
Alcuni dei temi oggetto dell’indagine:
Per avere maggiori informazioni contatta:
Rosapaola Metastasio:
Anno di realizzazione 2017: in corso
Il progetto è reso possibile grazie al contributo non condizionato di:


Scarica la nota di Cittadinanzattiva sul disegno di legge 2037 sulla ristorazione colletiva.
Cittadinanzattiva da 14 anni realizza un monitoraggio civico riguardante lo stato degli edifici scolastici e dei diversi servizi didattici al suo interno, come le mense scolastiche. Inoltre, dal 2015, Cittadinanzattiva, ActionAid e Slow Food Italia, costituitesi nella alleanza Italia, Sveglia!, hanno dato il via al proprio impegno congiunto affrontando, tra l’altro, con la campagna "La mensa che vorrei", il tema della ristorazione collettiva nelle scuole, un tema che interessa circa 10 milioni di italiani e in particolare le famiglie.
Il nuovo Codice degli Appalti, la proposta di legge in discussione presso la IX Commissione del Senato sulla ristorazione collettiva, la recente sentenza della Corte di Appello di Torino che stabilisce la legittimità di portare il pranzo da casa, hanno riportato all’attenzione generale l’importanza di questo servizio evidenziando l’urgenza di avviare una riflessione complessiva per un suo ripensamento, con il concorso di tutti gli attori coinvolti.
Il 18 ottobre 2016 abbiamo presentato la I Indagine su “Mensa a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?", con dati riguardanti qualità, sicurezza, igiene, trasparenza, costi, sprechi, rifiuti, partecipazione legati al servizio di ristorazione scolastica in 79 scuole di 13 Regioni. Una ulteriore indagine ha riguardato la rilevazione delle rette della ristorazione scolastica in tutti i capoluoghi di provincia, per scuola dell’infanzia e scuola primaria. Sono state rilevate le rette minime e massime per ogni capoluogo e per tipologia di scuola, nonché la retta media per la famiglia “tipo” individuata dall’Istat con ISEE annuale di 19.900€.
Scarica l’Abstract con i dati aggiornati ad ottobre 2016
la registrazione dell'evento del 18 ottobre su Youtube
Anno di realizzazione: 2015 - in corso
Per contatti

Quattro giorni di laboratori, conferenze, dibattiti, concerti, spettacoli e buon cibo. Più di 300 ospiti, più di 70 eventi che invaderanno sale, teatri, piazze, strade, palazzi e cortili storici dell’Aquila, restituiti alla loro bellezza. Tavole Rotonde, spettacoli teatrali, confronti, concerti musicali, il pranzo con gli operai dei cantieri, forni antichi, workshop, maratone progettuali, mostre fotografiche, lectio magistralis, proiezioni di film e documentari.
Dal 6 al 9 luglio “il cantiere più grande d’Europa” sarà invaso pacificamente dai partecipanti alla seconda edizione del Festival della Partecipazione: un laboratorio aperto di idee, di confronto, di sperimentazione nella città simbolo di un’Italia da ricostruire.
Protagonisti le comunità e i cittadini, motori per un reale cambiamento, in meglio, dell’Italia e dei suoi territori, per ristabilire una democrazia compiuta e qualificata, perché – come ha ricordato il Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno – “Non ci devono essere cittadini di serie B”.

La rete europea di Cittadinanzattiva, Active Citizenship Network, partecipa al nuovo progetto “Polart Circle” realizzato con il sostegno del Programma Erasmus+ dell'Unione Europea per l'ambito "Partenariati Strategici" (KA2).
Obiettivi del progetto
Polart Circle contribuirà a stimolare forme di attivismo civico, promuovere il coinvolgimento dei cittadini nella società civile e nell'attuazione di politiche di interesse comune, rafforzare l'identità europea e il senso di comunanza.

Tra i numerosi strumenti di governance, fondamentale è l’utilizzo di Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), poiché assicurano la presa in carico del paziente attiva e totale, partendo dalla prevenzione fino alla riabilitazione, garantendo una diagnosi precoce, l’integrazione degli interventi e l’equità di accesso ai trattamenti su tutto il territorio nazionale, riducendo così, il ricorso alla necessità di spostarsi per curarsi (mobilità sanitaria).
Inoltre i PDTA concorrono a ridurre il tempo di attesa per la diagnosi favorendo una migliore gestione e presa in carico del paziente; favoriscono la diagnosi precoce che significa, nella maggior parte dei casi, una malattia meno aggressiva, che può richiedere meno interventi sanitari e/o farmaci (anche costosi) per la cura e quindi più semplicemente una patologia che costa meno.

L’alimentazione, soprattutto quando la persona ha problemi di salute, costituisce un fattore di cura importante che concorre nel più “ampio” percorso terapeutico della persona malata;
In linea con gli obiettivi di tutela della salute, garanzia di qualità e sicurezza, lotta agli sprechi e inefficienze, è nata l’idea di una “Sperimentazione di analisi civica dei contratti di erogazione dei servizi mensa nelle strutture sanitarie”: un’analisi civica “pilota” sui contratti e capitolati d’appalto e un questionario rivolto ai pazienti, di 5 strutture sanitarie in Italia, per raccogliere la loro esperienza su qualità dei cibi e bevande, modalità e orari di distribuzione, personalizzazione delle diete, attenzione alle preferenze alimentari per credo religioso.

Prosegue l’impegno avviato nel 2013 con il “I° Rapporto nazionale sui farmaci biologici e biosimilari. L’acquisto e l’accesso nelle Regioni” e, nel 2014, l’“Indagine civica sull’esperienza dei pazienti rispetto all’uso dei farmaci, con focus su farmaci biologici e biosimilari”, per accompagnare il processo di introduzione dei nuovi farmaci biotecnologici.
Quest'ultimo lavoro,"Indagine civica sull'esperienza dei medici in tema di aderenza alle terapie, con focus su farmaci biologici e biosimilari”
ha messo in evidenza che, ad esempio, i pazienti non conoscono la differenza tra i farmaci biologici e biosimilari, di non essere certi se il farmaco che stanno assumendo sia un biologico o un biosimilare. È emersa anche una difficoltà di comunicazione e per il 32,2% degli intervistati ha deciso volontariamente di sospendere la terapia perché le informazioni fornite dal prescrittore non erano state sufficientemente chiare.
E nella prospettiva del medico? Per completare il quadro della situazione, abbiamo voluto raccogliere l’esperienza dei medici su questo tema rispetto all’aderenza alle terapie e all’uso e prescrizione dei farmaci, con focus su quelli biologici, per capire come e se le disposizioni/indicazioni ai diversi livelli (nazionali e regionali) impattino nell’ esercizio quotidiano della pratica clinica e rispetto al Codice deontologico.